Il centro storico di Palermo è da secoli crocevia di culture e artigianato, dove la tradizione dei carretti siciliani resta una voce vivente della memoria collettiva. Le vie strette di Kalsa, Capo, Albergheria e Vucciria raccontano storie di colori, leggende e mestieri tramandati di padre in figlio. Tra i simboli più iconici della città, i carretti dipinti accompagnano feste, riti religiosi e mercati, trasformando il legno in tela itinerante. La cultura dei carretti è un intreccio di abilità pittorica, piano di lavoro e correzioni quotidiane: la preparazione delle assi, la lucidatura, la scelta dei pigmenti naturali e l’inserimento di scene popolari, figure di santi e immagini marinare.

Nel sito di pittoridicarretti.it si profila un panorama di maestri che custodiscono questa tradizione, con corsie di atelier dove si alternano schizzi, prove di colore e finiture protettive. In questa cornice emerge la figura del maestro Filippo Grillo, legato a pratiche tradizionali ma incline all’innovazione cromatica, capace di interpretare l’eredità siciliana con una sensibilità contemporanea. Il suo lavoro si avvale di una rete di collaborazioni che comprende fornitori di legno, pigmenti naturali e applicatori di vernici, elementi fondamentali per dare resistenza e brillantezza alle superfici dipinte.
Il punto vendita situato in Via Argenteria 22, nella zona di Vucciria, incarna la vocazione mercantile del centro storico: uno spazio dove si possono ammirare carretti finiti, pezzi unici e piccole produzioni su commissione. L’offerta si distingue per l’attenzione al dettaglio, la qualità delle telai, la cura dell’iconografia locale e la possibilità di approfondire la storia orale dell’artigianato. Accompagnano il visitatore racconti, dimostrazioni e opportunità di contatto diretto con l’artigiano. Questa inclusione consente ai visitatori di percepire non solo l’oggetto dipinto, ma la relazione tra arte, territorio e comunità. Il centro storico continua a formare nuove generazioni di pittori, restituendo a Palermo una narrazione viva e condivisa.
