Negli ultimi anni si nota una cosa abbastanza curiosa nei flussi di turisti verso Palermo. Quando alcuni paesi del Medio Oriente entrano in momenti di crisi politico-sociale o addirittura in conflitti, spesso cambia anche il modo in cui le persone scelgono dove andare in vacanza. Non è una regola matematica, però succede che alcune destinazioni diventano meno frequentate e altre invece crescono.
Palermo, in questo senso, puo diventare una alternativa interessante per molti turisti. La città ha il mare, il clima caldo, una storia lunghissima e anche una cultura molto mescolata tra Europa e mondo arabo. Questo fa si che alcuni visitatori trovano un ambiente che in parte ricorda certe atmosfere del Mediterraneo più orientale, ma con una situazione politica molto piu stabile.
Quando in certe aree del Medio Oriente la situazione diventa tesa o incerta, agenzie di viaggio e tour operator iniziano a proporre con più forza mete considerate sicure. La Sicilia e Palermo entrano spesso in queste liste. Non solo per il patrimonio artistico, ma anche per il cibo, i mercati storici e la vita di strada.
Ovviamente il turismo non dipende solo da questo. Ci sono i voli, i prezzi, le stagioni. Però è chiaro che le crisi internazionali a volte spostano i flussi, e città come Palermo possono vedere arrivare più visitatori quasi in modo inaspettato.
Produzione Rifiuti Alberghieri in Italia: Cosa È Successo Dal 2020 ad Oggi
Negli ultimi anni chi lavora nel settore dell’accoglienza in Italia lo ha notato subito: la gestione dei rifiuti negli hotel è diventata una grana sempre più grande. Dal 2020, anno in cui la pandemia ha bloccato quasi tutto, le cose sono cambiate parecchio. Prima ci siamo trovati a dovere impacchettare qualsiasi cosa per questioni di igiene, e poi, con la ripartenza del turismo nel 2022 e il boom dei flussi fino ad oggi, i volumi di spazzatura prodotti dalle strutture ricettive sono letteralmente schizzati verso l’alto.
Ma da dove viene tutta questa immondizia in più e come mai per gli alberghi sta diventando un costo difficilmente sostenibile?
L’aumento dei rifiuti negli hotel italiani dopo la pandemia SNPA – Sistema nazionale protezione ambiente
Durante l’emergenza sanitaria del 2020 c’è stato un cambio di passo forzato. Per garantire la sicurezza dei clienti, tantissimi hotel hanno reintrodotto il monouso: flaconi singoli per il bagnoschiuma, ciabattine imbustate nella plastica, colazioni con prodotti confezionati uno per uno. Sembrava una misura temporanea, e invece molte di queste abitudini sono rimaste appiccicate alla gestione quotidiana.
Quando poi i viaggiatori sono tornati in massa — facendo registrare numeri record di presenze nelle città d’arte e sulle coste italiane — l’impatto sui cassonetti si è fatto sentire subito. la gestione dei rifiuti alberghieri ben pianificata e’ d’obbligo, secondo i report sulla produzione di rifiuti legati al turismo, nei comuni a forte vocazione alberghiera la spazzatura procapite prodotta sale anche del 20-30% durante l’alta stagione. E gli hotel sono tra i principali responsabili di questa mole di scarti.
Spreco alimentare, e la gestione dei rifiuti alberghieri pianificata.
Se andiamo a guardare cosa finisce nei sacchi neri delle strutture, ci sono due grandi colpevoli:
- Lo spreco alimentare al buffet: la colazione a buffet è il momento peggiore. Tra cibi lasciati nei piatti dagli ospiti e prodotti freschi invenduti che non possono essere riutilizzati, le cucine degli hotel producono quintali di umido ogni settimana. Roiback
- Packaging e flaconi di plastica: anche se alcune catene stanno passando ai dosatori a muro, la quantità di plastica monouso legata al lavaggio biancheria, al packaging delle forniture e al servizio in camera rimane altissima.
A peggiorare la situazione c’è il fatto che fare una buona raccolta differenziata dentro un albergo non è banale. Dipende molto dall’educazione degli ospiti che arrivano da tutto il mondo con regole diverse, ma anche dalla mancanza di spazio nei locali tecnici della struttura. Ridurre la produzione di rifiuti non è più solo una scelta ecologica, ma una necessità economica urgente per evitare tasse sulla TARI sempre più pesanti.
